
Arrivo alla stazione di Napoli.
Autista con cartello con su scritto: vedovamazzei.
Destinazione: Ravello.
Accoglienza senza commenti…a dir poco esagerata.
Ho tutto! Anche quello che non posso immaginarmi!
Nella valigia soltanto sei vestiti da mattina, cocktail, concerto, cena, notte, e bagno in barca per Capri. Unica preoccupazione: non sudare e scarpe adeguate alla barca.
Tre giorni perfetti perché nel programma c’è anche il riposo.
C'è persino il ministro Brunetta innamorato pazzo... (ha presentato la sua fidanzata così nessuno più può soprannominarlo : " Mammolo"!)
Come risolvere il problema dei “fannulloni” nella Pubblica Amministrazione?
“Semplicemente licenziandoli”. Dice alla cena dell'apertura del festival di Ravello.
Quarto giorno.
L’autista mi accompagna a Napoli insieme a Jorge.
Andiamo in visita al Museo di Capodimonte.
Ritorno alla stazione centrale di Napoli e comincia il mio calvario.
Slegata da autista e artista madrileno.
Il treno locale per Salerno.
35m. di ritardo.
Caldo afoso.
Finestrini aperti, non esiste la prima classe.
Aria condizionata guasta e volti da avanzo di galera.
Io mi sento stupida e fuori luogo.
Ho paura.
Il treno si ferma a Pompei.
Un ragazzo con polo verde mela griffata aspetta che il treno parta per rubare il borsello dell’uomo che gli siede accanto con il quale ha chiacchierato sino ad un secondo prima e si butta dal finestrino con una eleganza da lasciarci tutti meravigliati.
Una capriola in avanti, il braccio sinistro che sostiene il corpo e la posizione fetale e giù con passo felpato verso l’uscita della stazione di Pompei mentre il treno acquista velocità…Io penso al Far West… Siamo rimasti tutti in silenzio religioso sino all’arrivo di Salerno. Il capostazione urla in un napoletano stretto: “Scnnnit da’stu’treno chè s’è scassato!”. Per farla breve (a chi mi legge) Napoli-Paestum. Quattro ore….con effetti speciali…Arrivo in spiaggia e... divieto di balneazione, ma non c’è scritto da nessuna parte…l’acqua è calda ed io mi butto con materassino , pinne e coccodrillo …ritorno immediatamente a riva completamente nera…ho la pelle macchiata di catrame…tutta la costiera così….fortunatamente è durata un giorno…
Il giornalista di Ondablu vicino d’ombrellone e con i piedi incatramati, mi assicura che non è doloso, ma si indaga…sulle coste dei mari più belli d’Italia.
Io, un pesciolino rosso di nome e di fatto.
Al ritorno verso Milano, un poliziotto di Napoli mi chiede come mai sono andata via da Napoli…ho voglia di parlare, racconto tutto…il treno arriva alla stazione di Milano con dieci minuti di anticipo…